Numeri (#35)

uno
ti ho conosciuto ad ottobre
e mi sei entrato nelle vene
mentre al bar raccontavamo bugie
e costruivamo la notte

due
ti ho amato a gennaio
e mi sei entrato nelle vene
mentre sul mio letto accarezzavamo l’altro
e costruivamo l’attimo

tre
ti ho preso a settembre
e mi sei entrato nelle vene
mentre nei banchi sussurravamo parole dolci
e costruivamo il futuro

quattro
solo io

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© Dario Enne

Esisto – Dario Enne chi?

Esisto.

Non mi sono mai presentato: ho aperto questo blog per condividere le mie poesie e i miei pensieri con voialtri, eppur non mi sono mai presentato. Dario Enne scrive tantissime poesie e ne pubblica altrettante – ad ora 17/6/17 siamo già a trentadue poesie inserite su questa piattaforma – e tuttavia non si è ancora presentato.

Tranquillo popolo, ci sono ed esisto. Sono realmente una persona, non un fabbricante di poesie. Non le vomito (cioè sì, le vomito, ma non a manetta… più o meno) né le scrivo per professione. Scrivo perché mi piace, perché ad ogni poesia dedico tempo prezioso che magari prima spendevo per distruggermi e per collassare sul letto a piangere.

Mi sembra giusto scrivere un post del genere dopo circa sei mesi dall’avvio di questo blog per comunicare che sono una persona reale, che respiro, mangio, bevo, fumo, ho degli amici, esco il sabato sera ed anche in settimana, studio, ascolto musica, guardo serie televisive e vivo. Non sono soltanto un nome e cognome, più o meno – ripeto.

Ci sono, ci sento, leggo, scrivo, parlo. Le mie poesie danno voce ai miei pensieri, al mio essere, alla mia persona, al mio nome.

Esisto. E mi fa piacere condividere con voi i miei scritti, e mi fa ancora più piacere quando vengono valutati in maniera positiva – perché quella stellina veramente mi fa spiccare un sorriso sulle labbra ogni volta che splende.

E niente, ringrazio chi mi legge.

Con affetto,

Dario Enne.

Ci rivediamo? (#32)

Ci siamo guardati negli occhi come due innamorati
E abbiamo giurato
A un Dio che ci siamo creati
Che non ci saremmo mai lasciati
E oggi pensar che domani non sarai con me
Mi fa star male
Perché pur essendo soltanto amici
Io per te provo ciò che un bambino prova quando sta con la mamma
E anche se mi fai tremar anche i capelli
Non riesco a immaginar settembre senza te
Né ciò che verrà dopo
E anche se non è colpa nostra
Un po’ di responsabilità io me la prendo
Perché avrei potuto aiutarti
E tu avresti potuto impegnarti
E oggi non sarei così triste
Ma vada come vada
Spero solo che tu non ti scorderai di me
Perché io credo proprio che non ci riuscirò
Ci rivediamo

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© Dario Enne